lunedì, 14 aprile 2008
in questi giorni aveva il posto il festivale cinematogrfico italiano –registi contemporanei italiani a San-pietroburgo.
Un film mi ha dato adito per ricordare il mio visito a Genova qualche anni fa’-citta belissima e straordinaria per il mio gusto…
Di solito quando I spettatori russi vanno a cinema per guardare I filmi italiani –che cosa aspettano?-la dolce vita, paesaggi bellissimi, carnevale, amore e le belle donne italiane tale come Soffi Loren…Ma nel film di Eugenio Capuccio “Uno tra due”(se traduco bene il titolo) noi abbiamo visto altra storia –la storia terista, tragica ma con elementi ironici –la storia del un uomo giovane avvocato da Genova chi improvvisamente ha malato e medici dicono che magari questo e’ cancro –noi veddiamo le sue brutte pensieri, paura da morire, problemi con amici e amante, problemi con business…lui non vuole piu’ niente, lui prepara alla morte –tutto queste succeed nella sua caa a Genova con la terazza e belle finestre con la veduta bellissima –il porto, mare, le nave, barche. E mi ricordo I miei pensieri-mentre camminavo sulle lungofiume e strade di Genova con mia fotomacchina come di solito, pensavo guardando alle finestre delle case bellissime nuove e vecchi dela citta che veramente le persone che abitano la’ non sentono tale grande gioia o felicita- “abitare a Genova”. Questo e’ strano ma di solito i cittadini delle citta’ grande sono pieni della disperazione, tristezza, dubbi e cetra’, di solito pensano solo dale loro problemi quotidiani, corrono per vivere e fare tutto nel tempo, non sanno fermare e vedere il cielo grande, o il mare, o sentire il profumo dei fiori e del vento-noi citadini delle tutte citta grande nel mondo siamo un po’ matti, siamo come ‘burattini”…Nella natura umana c’e’ l’abitudine brutta da esere sconvolto tutto il tempo, non vedere niente buono. E’ una cosa strana e’ un paradosso, che solo la fermata forte – come aspettazione della morte o uno dei altri crisi ti da’ la possibilita da vedere la belezza della vita.
venerdì, 11 aprile 2008
sono io a casa mia vicino alla finestra (foto di un mio alievo-Andrea)
lunedì, 31 marzo 2008
cosi mia mamma a casa sua festegiava Pasqua))))
giovedì, 13 marzo 2008
Baltico del nord.
Quando la bufera incipria il porto, quando
i pini, frusciando,
lasciano nell'aria una scia che delle lamine
di una slitta è più fonda,
quale grado di azzurrità può raggiungere
un occhio?
Quale segno
il linguaggio può far germogliare da un
cauto contegno?
Nascondendosi alla vista, il mondo
esterno
prende in ostaggio un volto: bloccato
dalla neve, pallido, inerme.
Così un mollusco rimane fosforescente
sul fondo dell'oceano
e così il selenzio assorbe l'intera velocità
del suono.
Così un fiammifero basta per accendere
un fuoco;
così l'orologio di un nonno, fratello del
battito cardiaco,
essendosi fermato da questo lato
del mare, per mostrare
il tempo all'altro, continua a ticchettare.